Celiachia malattia autoimmune, scoprite le cure!

La celiachia è una malattia autoimmune, cioè una di quelle malattie di cui non si conoscono le cause esatte. Si sa che una persona su 500 all’incirca possiede dei geni alterati e questo darebbe origine alla malattia. Quello che invece si ne conosciamo, sono gli effetti. Una diffusa intolleranza al glutine, che va trattata con delle diete specifiche per non aggravare la situazione del soggetto.

Celiachia malattia autoimmune

Si crede che in numerosi casi, la patologia verrebbe accompagnata da una certa dermatite erpetiforme. Ma anche in questo caso, la diagnosi varia da persona a persona. Possiamo dire che in linee generali, il celiaco deve escludere dalla sua dieta, frumento, segale, orzo, spelta, farro verde, farro medio, kamut, farro mono cocco e tutti i prodotti derivati.

Intolleranze alimentari mal di testa

L’intolleranza al glutine, non deve essere per forza associata alla celiachia. Ci sono milioni di persone che hanno scoperto quasi per caso, di essere sensibili al glutine. Nonostante gli studi fatti su di loro, non riscontrino il morbo celiaco. I sintomi della sensibilità al glutine sono molto simili a quelli prodotti dalla celiachia.

Differenze tra celiachia e sensibilità al glutine

Mal di testa, prurito, spossatezza, stanchezza fisica e mentale, ecc. La differenza con i celiaci sta nel fatto che questa sensibilità al glutine, viene catalogata dalla scienza come molto più blanda e comunque transitoria. Infatti alle persone sensibili al glutine, basta fare una dieta che escluda quell’alimento, per due tre mesi, e i loro disturbi spariscono.

Per ultimo ma non meno importante, possiamo dire che la differenza principale tre le due patologie è che chi soffre di celiachia ha un tipo ben preciso di lesione all’intestino.

In cui le proteine complesse del frumento, segale ed orzo inducono il sistema immunitario ad attaccare l’intestino tenue. Chi invece soffre di sensibilità al glutine non presenta questo tipo di lesione, ma avverte comunque l’infiammazione provocata dal glutine.

Escludere il glutine può non bastare

In uno studio del 2009, su 465 pazienti celiaci dopo 16 mesi di dieta senza glutine fu scoperto che, le lesioni intestinali prodotte dal morbo, non si erano rimarginate nel 60% dei casi, neanche dopo la dieta. Scoperte recenti, hanno dimostrato quanto sia importante l’apporto di vitamina D, per aiutare al rimarginare delle ferite dell’intestino.

La vitamina D per trattare la celiachia

Infatti un basso apporto di vitamina D, renderebbe l’intestino permeabile facendo passare delle particole di cibo non digerito. Questo fatto andrebbe a gravare sull’intestino del celiaco già provato per le lezioni prodotte dalla malattia. Uno studio ha osservato che la vitamina D gioca proprio un ruolo fondamentale nell’elasticità delle fasce elastiche nell’intestino tenue affinché le fitte giunture operino normalmente.

Se sei carente di vitamina D, le fasce elastiche che avvolgono l’intestino non funzioneranno correttamente, e lasceranno passare dei frammenti di cibo mal digerito che andrà a gravare sul tuo intestino già compromesso.

La vitamina D come integratore naturale

Riassumendo, per trattare adeguatamente la celiachia, si deve seguire una dieta priva di glutine, e rinforzare l’apporto di vitamina D al tuo organismo. Esistono molti alimenti che sono fonte di vitamina D, come :

  • olio di fegato di merluzzo.
  • pesci grassi, in particolare sgombro, aringa, tonno, carpa, anguilla, pesce gatto e salmone.
  • ostriche e gamberi.
  • formaggi grassi.
  • burro.
  • tuorlo d’uovo.
  • funghi (unica fonte vegetale di vitamina D)
  • carne di fegato.

Questi sono dei cibi consigliati per una corretta integrazione di vitamina D. Per un soggetto affetto di celiachia però, non basterebbe. Infatti per rimarginare le lesioni ai loro intestini ci vogliono alti livelli di vitamina D.

Integratori di vitamina d

Munitevi di un buon integratore alla vitamina D. Questi integratori, sono essenziali secondo gli studi già citati prima, per rimarginare le lesioni all’intestino, prodotte da questo morbo. Ti aiuteranno non poco, insieme ad una dieta bilanciata, ad alleviare il tuo problema. Dai uno sguardo a questi integratori, che hanno un’alto dosaggio di vitamina D. Se volete, lasciate un vostro commento.

 

Rimedi naturali per diabete e ipoglicemia

Il diabete colpisce sempre più persone nel mondo. Vedi uno stile di vita frenetico dove , causa il poco tempo disponibile, a volte si consuma il cosiddetto cibo rapido o cibo spazzatura. Vedi le scorrette abitudini alimentari vere e proprie, è un fatto che sempre più persone ne soffrono. Addirittura c’è stato un aumento consistente di casi nei bambini.

Stando cosi le cose, la domanda è: ci sono dei rimedi naturali per diabete e ipoglicemia? Di rimedi naturali per abbassare il diabete, ce ne sono tanti. Alcuni anche molto efficaci. In questo articolo passeremo in rassegna i rimedi naturali più efficaci, per curare il diabete. Abbiamo già parlato delle proprietà benefiche del bicarbonato e limone in questo articolo. Ma il limone abbassa la glicemia?

Rimedi naturali per diabete e ipoglicemia. Il limone

L’acqua calda e limone aiuta anche ad evitare gli sbalzi di glicemia grazie al potere alcalinizzante che il limone ha sul nostro organismo. Invece, i citrati di sodio e potassio, aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo, aumentando quello buono. Tutti abbiamo a casa dei limoni e del bicarbonato. Riempite un bicchiere d’acqua, spremete un limone, aggiungete mezzo cucchiaino di bicarbonato. Prendete questo preparato tutti i giorni appena svegli.

Il caffè contro la glicemia

Bere 4 o 5 tazzine di caffè quotidianamente può contribuire ad abbassare la glicemia troppo alta. Il caffè agisce sull’assimilazione dei carboidrati , controllandoli. Come sappiamo sono i carboidrati quelli che possono elevare gli indici glicemici. Il caffè è in grado di contrastare l’effetto nocivo dei carboidrati, grazie ad una sostanza fenolica antiossidante, chiamata cafestolo.

La cannella contro il diabete

Cospargi i tuoi alimenti con la cannella. La cannella è molto malleabile e può essere utilizzata su piatti dolci o salati. Ha un’effetto di riduzione dei livelli di zucchero nel sangue. Se vuoi accentuare questo effetto puoi prepararti in casa un’ottimo olio essenziale alla cannella. Ti rimando a questo articolo dove ti spieghiamo come preparare l’olio essenziale alla cannella.

Le piante ipoglicemizzanti

La natura ci da sempre una mano per lottare contro i più svariati disturbi, e anche nel caso del diabete ci aiuta con le piante ipoglicemizzanti. Fra di esse ci sono: eucalipto, mirto, sambuco, opunzia, gimnema, ginseng americano.  Queste piante riducono l’apporto di zuccheri, e stimolano il rilascio di insulina naturale.

Qui potete acquistare la gimmena

[amazon_link asins=’B00A5XZW3W,B073GZL1X1,B07F2L9XS5′ template=’ProductCarousel’ store=’vita-salutare’ marketplace=’IT’ link_id=’9b63ea77-7c45-4cfc-b6a8-e54d837e46e7′]

La Momordica

La Momordica è utilizzata da secoli nella medicina tradizionale cinese e nella medicina ayurvedica per il controllo e il trattamento del diabete e dell’ipertensione. Le sostanze contenute nei frutti, sono triterpeni, glicosidi, saponine, alcaloidi, proteine, vitamina A, C e quelle del gruppo B, fosforo, ferro.

Qui trovate la momordica

[amazon_link asins=’B002BB987W,B00NMKR9HM,B00U7HM1K8′ template=’ProductCarousel’ store=’vita-salutare’ marketplace=’IT’ link_id=’d9b14224-f781-4c3a-8968-a0c1a37c168d’]

Sostanze amare come i mormordicosidi K e L,  in grado di diminuire i livelli di glucosio. L’azione ipoglicemizzante è data dalla capacità della pianta di stimolare la produzione di insulina, favorendo in questo modo la rapida diminuzione del livello di zuccheri nel sangue.

I carboidrati

Diminuite nella vostra dieta i carboidrati. Cercare di contenere il peso e fare del motto ogni giorno possono essere altri utili consigli. Mangiate molta verdura fresca, e sostituite i carboidrati con prodotti a base di cereali. Bevete abbondante acqua e fatevi una camminata dopo pranzo. Eliminate il consumo di frutta secca, alcool, prodotti eccessivamente salati, uva e fichi. Fare del sano movimento dopo i pasti può aiutare ad evitare il picco glicemico.

 

Campo energetico vibrazionale degli alimenti

Oggi parliamo del campo energetico vibrazionale degli alimenti e la memoria ci porta a colui che negli anni 40  Andre’ Simoneton perfeziono’ la scala di Bovis  e la utilizzò per più di 20 anni della sua vita studiando gli effetti degli  alimenti sul nostro corpo. Poichè  tutto ciò che vive compreso il nostro organismo emette energia egli si chiese quali frequenze lo fortificano e quali lo indeboliscono. La scoperta di Simoneton, ha di molto aiutato nella messa appunto delle cure per alcune malattie, tra cui la fibromialgia.

Ogni persona emette una radiazione tra 6200 e 7000 A. Il cibo possiede una bioenergia tra 0 e 11000. Gli alimenti in base alla bioenergia si dividono in Alimenti Superiori (> 6500), alimenti di appoggio (6500-3000), alimenti inferiori (< 3000) e alimenti morti (energia 0)

Campo energetico vibrazionale, descrizione

Con alcuni strumenti (contatore Geiger, una camera ionizzante di Wilson, il Biometro di Bovis) fu in grado di stabilire che ogni essere umano emette delle frequenze attorno ai 6200/7000 Angstroms (A). Constatò anche che al di sotto dei 6500 A l’organismo non riesce a mantenere un buono stato di salute e compare la malattia.

Per mantenersi in un campo energetico vibrazionale ad una lunghezza d’onda superiore ai 6500 A. il nostro organismo deve continuamente adattarsi alle influenze esterne di pensieri, emozioni, alimentazione, medicinali, radiazioni cosmiche, solari, terrestri, ecc.

Andre’ Simoneton  dai suoi studi sul Campo energetico vibrazionale, una volta arrivato a queste considerazioni, studiò un gran numero di alimenti che suddivise in quattro grandi categorie Prendete carta e penna e appuntatevi i maggiori tra gli alimenti con  frequenze energetiche superiori.

1 – ALIMENTI SUPERIORI (con vibrazioni superiori ai 6500 A):
  • tutta la frutta fresca ben matura e relativi succhi (fatti in casa e subito ingeriti)
  • quasi tutti gli ortaggi ed i legumi crudi o cotti con temperatura non superiore ai 70 gradi
  • il grano, i farinacei, la farina ed il pane integrale, i dolci fatti in casa
  • tutta la frutta oleaginosa ed i loro oli essenziali, le olive, le mandorle, i pinoli, le noci, i semi di girasole, le nocciole, la noce di cocco e la soia
  • il burro fresco di giornata, i formaggi non fermentati, la crema del latte e le uova di giornata.
2 – ALIMENTI DI APPOGGIO (con vibrazioni tra i 6500 e i 3000 A):
  • il latte fresco appena munto, il burro normale
  • le uova non di giornata
  • il miele, lo zucchero di canna
  • il vino
  • l’olio di arachidi
  • le verdure scottate in acqua bollente
3 – ALIMENTI INFERIORI (con vibrazioni inferiori ai 3000 A):
  • la carne cotta, i salumi
  • le uova dopo il 15 giorno
  • il latte bollito
  • il the, il caffè
  • le marmellate, il cioccolato
  • il pane bianco
  • tutti i formaggi fermentati

Questi alimenti sono quasi tutti proteici e con una deficienza del fegato o dell’apparato digerente, potrebbero diventare intollerabili per l’organismo.

4 – ALIMENTI MORTI (senza alcuna vibrazione energetica):
  • le conserve alimentari
  • le margarine
  • tutte le pasticcerie ed i dolci fatti con farina raffinata e prodotti industriali
  • i liquori e superalcolici
  • lo zucchero raffinato (bianco).

Secondo Simoneton, mentre i cibi con carica bassa o nulla ruberebbero energia all’organismo per poter essere assimilati, gli alimenti che emettono vibrazioni elettromagnetiche superiori a una certa soglia apporterebbero un contenuto nutritivo superiore alla loro componente chimica e calorica

La freschezza degli alimenti è un fattore di primaria importanza.

Anche la freschezza degli alimenti è un fattore di primaria importanza. Alcuni procedimenti, che normalmente vengono usati in cucina, alterano o distruggono alcune qualità dei cibi (esempio: cottura in pentole a pressione o in acqua bollente). I cibi cucinati invece a vapore conservano parte delle loro proprietà.

Gli alimenti conservati mediante la “pastorizzazione” non contengono quasi più nulla delle loro qualità vibrazionali, mentre quando sono trattati con processi disidratanti, le conservano in gran parte.

L’energia vibratoria degli alimenti non resiste oltre i 70 gradi, qualsiasi cottura che supera questa temperatura di cottura rende il cibo povero di elementi vitali. L’unica eccezione è la patata, che una volta cotta al forno o nell’acqua presenta ancora circa 6500 A. Ciò accade anche con altri tuberi, salvo la barbabietola, la carota, il ramolaccio che, quando sono maturi, misurano dai 7000 agli 8000 A.

La stessa rilevazione si ottiene dai legumi freschi e maturi (fagioli, fave, piselli, lenticchie). Questi, però, una volta essiccati, già dopo qualche settimana presentano una debole radiazione che scompare nel giro di qualche mese.

Simoneton, ha rilevato che i prodotti vegetali venduti nelle città hanno già perduto da un terzo alla metà delle vibrazioni utili al corpo umano. Se a tutto questo si aggiunge la cottura per bollitura, in essi non rimane più nulla di salutare.

La frutta

Tutti i cibi che hanno un elevato potere vitaminico, hanno pure ottime vibrazioni e possono essere classificati come “eccellenti”. Questi alimenti sono sufficienti al mantenimento della vita se assunti con un’ alimentazione vegetariana adeguata.

Fra gli alimenti superiori, i frutti maturi hanno tutti una lunghezza d’onda tra gli 8000 ed i 10.000 A. Le loro vibrazioni vengono liberate nello stomaco, dando una sensazione di benessere. Affinché le mucose ne traggano il maggior profitto è opportuno mangiare la frutta a digiuno, al mattino o nel tardo pomeriggio.

La frutta non matura, come spesso viene venduta, ha vibrazioni che non sono ottimali per l’organismo, così come per le verdure.

Verdura e insalata

Il miglior modo di mangiare le insalate è quello di prepararle con molte qualità di verdure (ad es. insalata, carciofi, asparagi, carote, olive, barbabietole, cipolle, ecc).

Gli spinaci, i carciofi, le zucchine ed i funghi possono essere consumati anche crudi tagliati a fettine. Questi alimenti, se conditi con olio extra vergine di oliva, forniscono ottime vibrazioni che vanno da 8000 a 11.000 A. Anche i funghi sono molto importanti in quanto emettono frequenze di 8500 A.

Ricordiamo che la verdura e la frutta sono anche più cibi alcalini e non devono assolutamente mancare nell’alimentazione.

Il grano e le farine

La base del nutrimento dell’uomo è il grano, questi occupa una posizione importante nella scala delle vibrazioni: 8500 A. Alcuni osservano che il grano è difficoltoso da masticare, basta macinarlo a grana grossa ed ecco risolto il problema.
Un piatto contenente grano (chicco o grano spezzato, non farina) ha una vibrazione di 9000 o 10.000 A. Il grano germogliato rappresenta un alimento perfetto con vibrazione molto energetiche, tra gli 8000 ed i 10.000 A.

La pasta fresca fatta in casa, ha una radiazione uguale a quella del grano, mentre in quella seccata venduta in commercio le radiazioni sono quasi nulle.

Gli oli

Gli oli hanno all’incirca le stesse vibrazioni del frutto da cui provengono. Ad esempio, l’olio di oliva misura 8500 A e, dopo 6 anni, arriva a 7500 A. E’ preferibile quindi utilizzare gli oli vegetali che perdono solo dopo molti anni le loro proprietà. Sembra che nell’antichità il piatto base fosse pane integrale o semi integrali intriso nell’olio di oliva, il resto era companatico.

Latte e uova

Gli studi del Simoneton hanno dimostrato che il latte vaccino non è un alimento adatto per la salute dell’uomo. Alla mungitura presenta 6500 A; dopo 6 ore 6000; dopo 14 ore 5000; dopo 18 ore 4000; dopo 48 ore 2000; dopo 56 ore 1000 A e dopo la pastorizzazione quasi 0 (zero) A.

Il burro perde di giorno in giorno la sua vibrazione, dopo 40 giorni non ne ha più del tutto. Tuttavia la conservazione in frigorifero rallenta questo processo. Le uova appena deposte danno 6500 A, sono perciò identiche alle vibrazioni di una persona sana; la polvere d’uovo, invece, è un alimento morto.

In linea generale, è sempre bene utilizzare prodotti integrali, non raffinati dall’industria.

La carne

Limitare la carne (soprattutto consumata cruda, salumi e insaccati) o eliminarla dalla dieta, significa tenere sotto controllo la propria salute.

Vorrei dire che, oltre al fatto che l’organismo umano ha difficoltà nel digerire la carne, è bene considerare che nei tessuti dell’animale vengono “intrappolate” oltre le sostanze che assume in vita (quello di cui si nutre e le medicine che gli vengono somministrate) anche le energie sottili (come ad esempio le emozioni).
Direi che la dieta vegetariana è una dieta funzionale alla vita, alla base della buona salute dell’organismo.

Fronde dei vegetali

Fra le scoperte più importanti, nell’ambito del campo energetico vibrazionale, emerse dalle ricerche, si pone l’attenzione ai grandi benefici ottenibili dalle fronde dei vegetali. Mentre è risaputo che questi sono “cibi protettivi”, non si è mai considerato il loro apporto all’energia vitale dell’organismo. Tali vegetali, oltre a possedere  un altissimo livello di energia, sono gli unici alimenti in grado di bilanciare in modo soddisfacente i pasti a base di proteine, facendo in modo che il corpo possa assimilare le medesime senza dover attingere alle energie di riserva.

Le misurazioni fatte, grazie al campo energetico vibrazionale, hanno mostrato come le foglie dei vegetali abbiano un valore energetico maggiore di quello dello stelo e delle radici. Questo è dovuto al fatto che le fronde sono più interessate dai raggi del sole. Siccome la cottura riduce la vitalità dei vegetali, si consiglia di assumere  se possibile  almeno due vegetali crudi insieme ad uno cotto.

La barbabietola rossa, sedano, senape, lattuga, indivia, rapa, carota ed erba medica offrono le foglie con una maggiore frequenza energetica.

Fibromialgia sintomi iniziali, cura definitiva

Tra in sintomi iniziali della fibromialgia ci sono dolori muscolari diffusi e stanchezza. E’ una malattia che colpisce, giovani e persone di media età o anziane, indistintamente. Ma che cos’è esattamente la fibromialgia?

Cos’è la fibromialgia

Il termine fibromialgia (FM) deriva da “fibro” che indica i tessuti fibrosi come tendini e legamenti e “mialgia” che significa dolore muscolare. La FM è quindi una malattia reumatica, che colpisce i muscoli causando un aumento di tensione muscolare, dove i muscoli sono in stato di tensione cronica. Infatti come abbiamo accennato prima uno dei sintomi principali sono dolori muscolari diffusi e stanchezza.

Fibromialgia sintomi iniziali

La fibromialgia non porta però a sviluppare deformità, come avviene invece nel caso delle artriti. La fibromialgia è essenzialmente una condizione di globale acidosi del sistema. Una patologia complessa e multifattoriale, che implica oltre a dolori diffusi a muscoli e tendini, anche forti emicranie, calo dei livelli di serotonina e conseguente depressione, disturbi del sonno e della memoria, e sofferenza.

Cause della fibromialgia

La medicina non ha stabilito una causa certa per questa malattia. Ci sono altre sì tante cause scatenanti diverse tra loro. Vengono attribuite alla fibromialgia cause psicologiche. Una malattia psico-somatica per eccellenza, determinata da uno stress prolungato del soggetto. Altre cause possono essere  posizioni scorrette prolungate che portano ad un irrigidimento muscolare. Inalazione di metalli pesanti nelle zone ad alto inquinamento.

Lo stress tra le cause scatenanti

Lo stress è un veleno per tutto il nostro organismo. Infatti lo stress altera il modo di funzionare dei neurotrasmettitori cerebrali, in quanto fa scattare un meccanismo infiammatorio che produce sostanze acidificanti capaci di danneggiare le diramazioni dei nervi, compromettendone la funzionalità. I ritmi di vita alienati, la paura, i rumori eccessivamente alti e molesti, le preoccupazioni, l’incertezza, sono tutti fattori di stress.

Questo stato perenne di tensione, impedisce di respirare, di riflettere, impedisce di fare training autogeno, impedisce persino di cantare e fischiare, impedisce di sorridere. Alla fine esso produce persino una cattiva qualità del sonno. La sindrome depressiva sta a quel punto dietro l’angolo. Si crea uno stress interiore cronico che determina le alterazioni dei cosiddetti neurotrasmettitori centrali (serotonina, dopamina, noradrenalina).

Le onde elettromagnetiche

Molte occasioni la fibromialgia colpisce persone costrette a stare ore e ore, davanti allo schermo di un pc, o attaccate ad un cellulare. Persone che dimenticano spesso e volentieri di staccarsi 10 minuti ogni ora, per fare delle respirazioni profonde e fare due passi. Altri fattori determinanti possono essere:

  • Fumo.
  • Aria viziata e stagnante.
  • Profumi e deodoranti, lacche e dopobarba, shampoo e saponi profumati.
  • Rumori molesti.
  • Luci elettriche, apparecchiature elettriche, asciugacapelli, aspirapolvere.
  • Messe in piega dei capelli.
  • Stress prolungati, tensioni familiari, preoccupazioni.
  • Immobilità e respirazione non a pieni polmoni.
  • Televisione, computer, telefonini.
Cosa fare per guarire?

Bisogna estromettere i farmaci gradatamente (chi già li prende), e sostituirli da una dieta alimentare bilanciata. Puntare decisamente ad alimenti vitali e vibranti, situati nei punti alti della scala Simoneton. Personalizzando il tutto usando criteri di gradimento e di fiducia. Inserimento di alimenti crudi attraverso i succhi di ananas, carote, sedano, cavolo.

Possibilmente centrifugati in casa per salvaguardarne le proprietà. Completate la vostre dieta equilibrata con minestrine di verdure, da purea di patate, da cavolfiore e cavolini di Bruxelles. In inverno scegliete una dieta ricca di carciofi crudi, finocchio crudo e tarassaco crudo, oltre che radicchi e lattughe.

Espellere le tossine dal corpo

Dal momento che il tuo organismo è altamente impregnato di tossine, dovrai attenderti delle crisi da eliminazione benefiche. E fastidiose a partire dal miglioramento della dieta. Si tratta di un fenomeno costruttivo di espulsione dei veleni e pertanto tocca stringere i denti e sopportare il tutto. E’ un fenomeno del tutto transitorio, ma per il tempo che dura, bisogna come accennato essere pazienti.

Evitate l’ansia e il panico. Anche di fronte a rischi di cadute o aggravamenti verso la sclerosi multipla non è il caso di darsi per sconfitti e per vinti. Ci sono infinità di persone che sono guarite sia dalla fibromialgia che dalla sclerosi multipla, evitando i farmaci e credendo fermamente e coerentemente nelle proprie formidabili risorse interne, potenziate adeguatamente dalla giusta dieta.

Alla fine il tuo battito cardiaco sarà sulle 70 pulsazioni al minuto, e la tua salute tornerà piena. Le tue funzioni intestinali si normalizzeranno e la temperatura del tuo corpo tornerà omogenea. Il ritmo del tuo respiro sarà regolare e profondo, e tornerà il sorriso sul tuo volto. La tua lingua tornerà pulita e la tua espressione sarà quella di una persona sana. I mal di testa e i disturbi muscolari saranno un ricordo.

Tipo di alimentazione

E’ imprescindibile assumere alimenti ricchi di magnesio e che favoriscono un sonno naturale, con mele, limoni, albicocche, banane, fichi, pesche, frutta secca, erba medica, grano saraceno, valeriana o dolcetta, mandorle, nocciole, noci, semini oleosi, germe di grano, miele grezzo, mandarini.

Alimenti contenenti melatonina, l’ormone del sonno, sono altrettanto importanti. Troviamo la melatonina in:

  • Ciliege
  • Noci
  • Riso
  • Zenzero
  • Asparago
  • Pomodoro
  • Menta
  • Banana
Esercizio e camminate

Lo sport migliore e sostenibile sarà la camminata giornaliera in zone verdi ed alberate. Anche con l’aiuto di due racchette come si fa col trekking, abbinata a un ritmo respiratorio diaframmatico e addominale. Con inspirazione con trattenimento 4 volte ed espirazione 2 volte, ossia al preferibile ritmo 1-4-2 e multipli. In fase di espirazione sbuffare rumorosamente come una locomotiva. Onde svuotarsi bene e stimolare meglio la fase inspirante successiva.

Considerazioni finali

E anche nel caso di malattie come la fibromialgia, come vediamo, la corretta alimentazione ci viene in aiuto. Già Ippocrate aveva affermato che il cibo doveva essere la nostra medicina. E oggi possiamo solo dire, quanta ragione aveva! Questo articolo è basato sugli studi sulla fibromialgia, del dottore Aldo Vaccaro che vi invito ad approfondire.

Caduta capelli rimedi naturali della nonna

La caduta dei capelli è un processo naturale. Certamente a volte possono essere alcuni disturbi a causarne la caduta. Ma in genere a prescindere da altri fattori, se ne perdono centinaia al giorno. E’ vero che in molti casi essi ricrescono, ma il fatto è che davanti alla caduta dei nostri amati capelli, proviamo un senso di forte disagio.

Questo disagio è molto sentito tra le donne, che vedono diminuire la loro folta chioma. Ma possiamo almeno tamponare se non fermare del tutto, la perdita dei nostri amati capelli? La risposta è si. E anche qui ci vengono in aiuto i rimedi naturali. Ecco perché abbiamo titolato Caduta capelli rimedi naturali della nonna. Ora andremo a vedere alcuni consigli per frenare la caduta dei capelli usando prodotti naturali.

Caduta capelli rimedi naturali della nonna. Fiori di ibisco

I fiori di Hibiscus sono tra i rimedi più efficaci contro la perdita dei capelli, la forfora e le doppie punte. Prendete 2 fiori di ibisco, sminuzzateli facendo un’impasto con olio di cocco. Amalgamate il tutto e applicate l’impasto sui capelli. Lasciatelo agire per mezz’ora e scialacquate.

Caduta di capelli. Impacchi alla cipolla

Frullate una cipolla media grande con l’aggiunta di 2 cucchiai di olio di oliva. Amalgamate creando un impasto cremoso e applicate sui capelli. Massaggiate per far penetrare le sostanze della cipolla nel cuoio capelluto. La cipolla ha un’alto contenuto di zolfo che stimola la micro circolazione del cuoio capelluto e aumenta i follicoli dei capelli.

Olio d’oliva, di cocco di jojoba

Questi oli sono ricchi di vitamina E, e sono particolarmente indicati per irrobustire i capelli alla radice. Intiepidite l’olio e passatelo su tutto il cuoio capelluto massaggiando delicatamente in circolo per farlo penetrare.

Caduta dei capelli. Barbabietola

Tra le sostanze di cui i bulbi piliferi hanno bisogno per far crescere dei capelli sani e forti, ci sono fosforo, calcio, proteine, potassio, carboidrati, vitamina B e C. La barbabietola ha un alto quantitativo di questo mix vitaminico. Fatevi spasso dei bel frullati di barbabietola. Potreste preferirla anche in ricche insalate!

Rimedi naturali caduta capelli uovo

Se i tuoi capelli sono secchi e sfibrati, l’uovo è un vero toccasana naturale. Avevamo scritto sulle proprietà terapeutiche delle uova in questo articolo, spiegando che le uova sono un’alimento miracoloso per la salute. Ora scopriamo che sono utili anche per prevenire la caduta dei capelli. Fatevi una maschera e applicatela, lasciandola agire per una mezz’ora.

Capelli morbidi e lucidi con aceto di mele

L’aceto di mele è un’ottimo rimedio naturale anti caduta. Inoltre rende i nostri capelli morbidi, setosi e lucenti. Applicatelo ogni giorno tramite vaporizzatore: diluite aceto e acqua in un flacone spray e spruzzate sui capelli asciutti prima dello shampoo. Per togliere l’acidità dell’aceto, mescolate con dell’olio di cocco, aggiungendo un cucchiaio d’olio d’oliva.

Erbamea un’ottimo integratore

L’Erbamea che potete comprare su questo sito, è un integratore alimentare contenente L-Cisteina, estratti di Miglio e semi d’Uva, Zinco, Vitamina B6 e Vitamina C (estratto di Rosa canina). Capelli & Unghie apporta estratto secco di Miglio e Zinco che contribuiscono al mantenimento di capelli e unghie normali. Basta una capsula al giorno.

Stanchezza rimedi immediati, e naturali

Stanchezza rimedi immediati. E’ molto facile che chi soffre di stanchezza cronica voglia trovare un sollievo immediato al suo disturbo. Una vita sempre di corsa, mille preoccupazioni, poche ore di sonno, il tempo che non basta mai, stanchezza mentale per le numerose faccende quotidiane da svolgere. Risultato logico e normale, mancanza di energia stanchezza e sonnolenza. Ci vorrebbero i rimedi della nonna!

Sentirsi fiacchi e stanchi

Sentirsi fiacchi e stanchi è un sintomo sempre più comune nella vita frenetica di questi tempi. Abbiamo ogni giorno mille faccende da sbrigare. I sintomi comprendono, stanchezza e sonnolenza, stanchezza fisica e mentale, svogliatezza, e a volte se non curati, si può sconfinare anche nella apatia e la depressione. Ora vi daremo qualche spunto per alleviare la vostra stanchezza con rimedi naturali.

Stanchezza rimedi immediati

Il ribes nero è un ottimo energizzante naturale. Sotto forma di succo di frutta, tisana, marmellata , vi darà una carica energetica non indifferente. Rosmarino. Il rosmarino è un’altro rimedio naturale contro la stanchezza cronica. Fatevi una tisana di rosmarino, inserendo nell’acqua due o tre rametti interi di rosmarino.

Fate bollire per 5 minuti, fatte intiepidire 2 minuti, e bevete. Vi sentirete subito meglio. Rosa canina. Le sue bacche hanno una percentuale molto alta di vitamina C. Ti basterà metterle a macerare, insieme a un po’ di frutti di bosco, per una decina di minuti, in un litro di acqua bollente. Filtra il tutto e goditi la tua tisana rigenerante. Ora esaminiamo le proprietà della frutta e verdura contro la stanchezza.

Banane

Sono ricche di sostanze che ci aiutano a sconfiggere la stanchezza. Hanno un’alto contenuto di vitamina B6 e triptofano che vi daranno una bella carica di energia. Mangiatene fino a due o tre al giorno.

Spinaci

In particolare, gli spinaci aiutano ad assorbire il magnesio e il ferro ed evitano di farci sentire privi di forze ed energie. Inserite gli spinaci nella vostra dieta quotidiana. Le potete preparare in insalata, bollite, e in mille altri modi.

Legumi

Proprio per via dell’alto contenuto di carboidrati sono eccellenti per eliminare la stanchezza e apportare energia extra. Ecco perché sono molto versatili e possono essere assunti in vari modi. Infatti potete preparate hamburger, paté o stufati a base di legumi. In particolare, le lenticchie, le fave e i ceci sono i più consigliati.

Frutta secca

Questi frutti apportano una grande quantità di triptofano e magnesio. Sopratutto le mandorle. Questi due minerali sono in grado di rilassare tutto l’organismo. In particolare il magnesio, rilassa anche le pareti delle arterie per cui oltre a farvi sentire la sua energia, contribuisce ad abbassare la pressione agli ipertesi. Ecco qui una lista dei frutti secchi che possono combattere la stanchezza.

  • Mandorle
  • Nocciole
  • Noci
  • Pistacchi
  • Datteri
  • Semi di papavero
  • Lino
  • Sesamo
  • Semi di girasole
Agrumi, verdura, aglio
  • Arance
  • Limoni
  • Fichi
  • Sedano
  • Uva
  • Ananas
  • Cavoletti di Bruxelles
  • Aglio
Te verde un toccasana

Il te verde è un concentrato di salute. Non solo è energizzante ma contiene dei principi attivi per accelerare il metabolismo con la conseguente riduzione di peso, per una dieta sana ed equilibrata. Inoltre, fa migliorare la memoria e la concentrazione e regola il nostro sonno.

Lo yogurt un’altro tesoro naturale

Lo yogurt ha delle batterie al suo interno, che servono al nostro organismo per riequilibrare la flora batterica. Una flora batterica sana ed equilibrata si traduce in un miglior deflusso delle feci e un benessere generale che ci aiuterà non poco a combattere la stanchezza.

Il ginseng

Questa radice è uno dei migliori rimedi naturali contro la stanchezza. Infatti sono molto apprezzate le sue proprietà antibiotiche e può contare su una grande quantità di amminoacidi, potassio, fosforo e silicio. Innalza la quantità di ossigeno nelle cellule e diminuisce l’acido lattico nel sangue, favorendo in modo naturale una ripresa delle energie.

Integratori naturali

Se volete sentirvi subito bene, è probabile che un’alimentazione equilibrata non basti, ecco che ci vengono in aiuto gli integratori naturali. Li potete trovare in diverse forme. Pillole, polvere, ecc. Vediamo ora quali sono gli integratori naturali.

Magnesio

Il magnesio è indispensabile per chi vuole godere di ottima salute. Come abbiamo già spiegato in questo articolo, è in grado di regolare un’infinità di parametri del nostro corpo. Dai valori pressori, all’apporto energetico quotidiano necessario. Il magnesio lo potete trovare seguendo questo link.

Prendete 6 pillole al giorno, due a colazione due a pranzo e sue a cena. Ricordatevi però che il magnesio non è un farmaco anti. Il magnesio è un vero e proprio integratore naturale, e come tale va assunto. Se volete dei risultati durevoli, assumetelo sempre. In pochi mesi, sentirete l’energia che finalmente è tornata!

Pappa reale e polline

Pappa reale e polline sono prodotti derivanti dalle api e forniscono vitamine del gruppo B e sono altamente ricostituenti.

Maca e Guaranà e Ginseng

Maca, Guaranà e Ginseng sono rimedi erboristici (compresse o bevande) sempre tonici ma che non vanno assunti se si soffre di insonnia o di ipertensione.

Riassunto

Come vedete, di rimedi naturali contro la stanchezza ne sono tanti. Prendete un foglio e segnatevi quelli che preferite. Fattevi dei ricchi piatti a base di questi alimenti curativi. Bevete le tisane, mangiate i frutti secchi ricchi di magnesio.

E infine integrate con degli integratori naturali al magnesio e altri descritti in questo articolo. Seguite questo trattamento, e vedrete che in pochi mesi, i sintomi della vostra stanchezza diminuiranno e in alcuni casi scompariranno completamente.

Orticaria rimedi della nonna

Orticaria rimedi della nonna, ma possono aiutarci i rimedi naturali, ad alleviare i sintomi di un disturbo così antipatico? Tradizionalmente per curare la orticaria, i medici prescrivono degli antistaminici. Ma come sappiamo, questi farmaci hanno molti effetti collaterali. Ora noi, in questo articolo non vogliamo convincere nessuno a non prendere gli antistaminici.

Orticaria rimedi della nonna, cure alternative

Vi diciamo solo che delle cure alternative per l’orticaria sono possibili. Le cure sono varie e tutte naturali. Si va dalle sostanza da bagno e unguenti per il dopo bagno, a dei veri e propri integratori antistaminici naturali. Se soffrite di orticaria, continuate a leggere, e troverete degli utili spunti per curarvi in modo naturale con i rimedi della nonna! Vediamo nel dettaglio quali sono.

Bagni lenitivi contro il prurito e il rossore

Potresti provare sollievo facendovi dei bagni a base di avena o amido di riso, sostanze naturali e molto lenitive. Aggiungete qualche cucchiaio di amido di riso e di avena all’acqua della vasca e immergete il vostro corpo per almeno 20-30 minuti. In modo che le sostanze avranno il tempo di dissolversi completamente. Acquistate un bagno schiuma naturale a base di avena da utilizzare nella vasca. In questo sito ne trovate alcuni molto validi.

Gel a base di aloe vera e olio essenziale di lavanda

Per il dopo bagno il consiglio è quello di cospargere la pelle irritata dall’orticaria con del gel a base di aloe vera e olio essenziale di lavanda. Per prepararlo è sufficiente mescolare qualche goccia di olio essenziale di lavanda al gel di aloe; eventualmente è possibile aggiungere anche olio essenziale di menta, con azione rinfrescante.  Ora vediamo come prepararlo e la proporzione degli ingredienti richiesti.

Preparazione del gel a base di Aloe vera e olio di lavanda

Ingredienti
> 100 grammi di gel di Aloe vera
> 50 gocce di olio essenziale di lavanda
> 10 gocce di olio essenziale di menta 

Per preparare questo rimedio, mescolate semplicemente gli ingredienti in questo modo. Versate il contenuto del flacone del gel gel di aloe, con l’olio essenziale di lavanda e con quello alla menta. Per farlo scegliete una ciotola pulite e amalgamate gli ingredienti mescolando lentamente. Travasate poi in tutto in un barattolo di vetro e conservatelo a temperatura ambiente. Applicate il gel sulle zone da trattare. Proverete subito un effetto idratante, calmante e rinfrescante.

La quercetina. Un antistaminico naturale

La quercetina è una sostanza che si trova in diverse piante e possiede numerose proprietà. Tra cui quella di inibire il rilascio di istamina e di diminuire i livelli di leucotrieni pro-infiammatori. Per cui la quercetina può essere considerato un antistaminico naturale a tutti gli effetti. Ci sono in commercio, diversi preparati a base di quercetina. In questa pagina ne potete confrontare alcuni.

La perilla è un’altro antistaminico naturale

Gli estratti di questa pianta sono in grado di diminuire la produzione di istamina, riequilibrando in questo modo le reazioni allergiche. Oltre a questo, la perilla ha altresì dimostrato di essere capace di inibire la sintesi di leucotrieni, anch’essi coinvolti nelle manifestazioni allergiche.

Il ribes nero

E’ un arbusto della famiglia delle Grossulariaceae. Il ribes nero e i suoi estratti possono rivelarsi utili perché contengono delle sostanze che sono altamente antinfiammatorie. Infatti è assodato che l’assunzione di ribes nero uno o due mesi prima dello scatenarsi del prurito. Generalmente in Primavera o Autunno. Può aiutare molto in piena crisi allergica, a tenere sotto controllo, prurito e infiammazione.

La liquirizia

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminosae e famosa soprattutto per le sue proprietà antinfiammatorie. Protettive sulla mucosa gastricaespettoranti e ipertensive. Molte persone però ignorano che la liquirizia viene anche considerata un potente antistaminico naturale. Studi condotti sulla sostanza chiamata glicirrizina, contenuta nella liquirizia, è in grado di diminuire la produzione di istamina, diventando così un potente antistaminico naturale.

Orticaria rimedi della nonna riassunto

Come abbiamo potuto vedere in questo articolo, le cure alternative contro l’orticaria sono molto numerose. Vengono chiamate rimedi della nonna, perché in effetti i nostri antenati si servivano molto spesso della natura, per curare ogni tipo di malanno. Certo, nessuno toglie l’importanza alla moderna scienza medica e i suoi derivati.

Ma sono numerose le volte in cui gli stessi laboratori farmacologici, si appoggiano alle proprietà delle sostanze naturali per creare le loro medicine. Unica differenza, e non da poco, è che le medicine chimiche per lo più sono piene di effetti collaterali, mentre i rimedi naturali o nel caso trattato oggi, gli antistaminici naturali, non hanno effetti collaterali. E voi, come trattate l’orticaria?

Vellutata di cavolfiore light, al curry

  • 1 Kg di Cavolfiore
  • 4 cucchiaini di Curry
  • 6 Carote
  • 1 Cipolla dorata
  • 1 costa di Sedano
  • 1 spicchio di Aglio
  • 40 g di Semi di girasole
  • 1 l di Brodo vegetale
  • 1 rametto di Rosmarino fresco
  • 4 cucchiai di Olio extravergine di oliva (per appassire)
  • 4 cucchiai di Olio extravergine di oliva (per condire)

Sale

Vellutata di cavolfiore light, al curry. Preparazione

• Pelate le carote e tagliatele a rondelle fini. Mondate e lavate il cavolfiore, tagliatelo a cimette e poi a pezzi più piccoli.

• Sbucciate e tritate finemente la cipolla, il sedano e l’aglio; poi fateli appassire in un tegame con un fondo di olio e altrettanta acqua, a fuoco molto basso e per 4-5 minuti.

• Unite le carote e il cavolfiore preparati, fate insaporire per un paio di minuti a fiamma vivace, quindi versate il brodo bollente e delle foglie di rosmarino. Salate appena e fate bollire per circa 15 minuti con il coperchio e a fuoco basso; a metà cottura aggiungete il curry. Qualche minuto prima di spegnere il fuoco aggiungete i semi di girasole  e regolate di sale.

• Togliete dal fuoco e frullate con il mixer a immersione, fino a ottenere una vellutata liscia. Condite con un giro di olio e servite subito come volete, o come consigliata sopra.

Considerazioni finali

Preparate questa ottima vellutata di cavolfiore light, al curry, e raccontatemi poi come è andata. Mangerete un piatto semplice, sano, nutritivo e veloce. E punto importante per chi ha figli piccoli. Davanti ad un piatto così ricco, nessun bambino vorrebbe rifiutarlo! Se poi preparerete questa ricetta sfiziosa, commentate e diteci come vi è riuscita. Buon appetito!

 

 

 

Menu settimanale bimby

Quando parliamo dei nostri bambini, vorremmo far trovare loro gli alimenti più sani e gustosi. Abbiamo già scritto sui bambini inappetenti e fornito qualche suggerimento per aiutare le mamme a risolvere il problema. Oggi invece vi daremo degli utili spunti, semplici e veloci, per preparare un ricco menù per i vostri bambini. Prendete carta e penna e annotate.

Menu settimanale bimby

Oggi vi daremo dei suggerimenti per creare il vostro menù personalizzato per i vostri bimbi. Nella rubrica che oggi iniziamo, il nostro menu settimanale bimby, vuole essere una raccolta di piatti sani e sfiziosi. Prossimamente pubblicheremo altre gustose ricette da aggiungere al menu, per i vostri piccoli.

Oggi tortino di patate monoporzione con zucchine

Ecco la nostra ricetta di tortino di patate monoporzione: facilissimo da realizzare, economico e molto accattivante. Uno scrigno di friabile di pasta sfoglia con un ripieno gustoso e filante, il tutto arrotolato per dar vita a degli sfiziosi tortini con patate e zucchine. La farcitura è a piacere secondo i vostri gusti.

Immancabile è il formaggio a fette che dona corposità alla farcitura. La delizia filante, che cattura piacevolmente l’attenzione dei piccoli. I tortini con patate e zucchine sono un delizioso antipasto o un piatto completo per i vostri bambini. Sono un piatto impeccabile , e potete  servirli anche  durante un’antipasto per loro.  Una ricetta imperdibile, facile e veloce, provata da me per voi.

Tortino di patate monoporzione. Ingredienti

Ingredienti per 4 persone

  • 1 rotolo di pasta sfoglia formato rettangolare
  • 3 zucchine medie
  • 2 patate
  • olio evo
  • mezzo spicchio di aglio
  • sale pepe
  • fette di formaggio tipo galbanone
  • olio evo q.b.

Passiamo alla preparazione di questa semplice ricetta che sorprenderà piccoli e grandi. Vi invito a farla e a dirmi cosa ne pensate e soprattutto cosa pensano i vostri bambini . Sentitevi libere di commentare.

Tortino di patate monoporzione. Preparazione

1. Lavare e lessare le patate in abbondante acqua fredda. Calcolare circa 30 minuti dal bollore, le patate devono risultare ben cotte. Scolarle, sbucciarle e schiacciarle con una forchetta.

2. lavare le zucchine e tagliarle a julienne

3. In un tegame versare un filo di olio evo, far rosolare leggermente l’aglio tritato finemente e unire le zucchine. Cuocere per alcuni minuti a fuoco medio avendo cura di girare spesso, regolare di sale e pepe.

4. Unire alle patate schiacciate le zucchine saltate in padella, regolare di sale se necessita e mescolare il tutto.

5. Sul piano lavoro srotolare la pasta sfoglia su di un foglio di carta forno, farcirla uniformemente con zucchine e patate e distribuire le fette di formaggio.

6. Con l’aiuto della carta forno arrotolare la pasta sfoglia farcita, chiudere a caramella e far riposare in frigo per circa 15 minuti in freezer

7. Trascorso il tempo tagliare il rotolo di pasta sfoglia farcito per ottenere le girelle o tortini . Sistemare i tortini con patate e zucchine in stampi in silicone per muffin , oppure adagiarli su di una teglia rivestita con carta forno

8.Cuocere in forno già caldo a 170°C per circa 20 minuti (dipende dal forno) devono risultare ben dorati

9. Gustare i tortini con patate e zucchine calde. Buone anche il secondo giorno, si possono riscaldare in forno o gustare freddi.

Parametri microbiologici acqua potabile

Parliamo oggi della qualità delle acque, spesso difficili da scegliere, ma in molti casi necessario a seconda delle particolari condizioni del nostro organismo. Orientativamente ce un’aspetto principale dell’acqua da tenere in conto per stabilire la sua qualità. Ed è il parametro chiamato durezza acqua. La durezza dell’acqua rientra nei parametri microbiologici acqua potabile.

Parametri microbiologici acqua potabile

Naturalmente, nel caso dell’acqua potabile, oltre la sua durezza va tenuto conto di quelli che sono i parametri microbiologici acqua potabile. Nei quali, sicuramente va fatta menzione della aggiunta di cloro. Il cloro, tiene lontani i microrganismi dall’acqua ma può presentare degli effetti collaterali per la nostra salute.

E tra l’altro contribuisce a rendere l’acqua molto più dura. Il consiglio è, di munirvi di un buon depuratore in grado di alcalinizzare l’acqua potabile. Questo perché come spieghiamo in questo articolo, è molto importante per la nostra salute bere acqua alcalina. Quella potabile non sempre lo è a sufficienza. Se non vi va di spendere tanti soldi per un depuratore, potreste trovare utili questi consigli. Prendiamo ora in esame le acque minerali.

L’importanza di controllare il residuo fisso

Va subito chiarito che non esiste un’acqua migliore o peggiore dell’altra, ma quest’ultima va presa in considerazione rispetto ai bisogni”. E quindi ognuno può trovare quella più consona alle proprie esigenze. Solo da una valutazione globale delle caratteristiche chimico-fisiche saremo in grado di scegliere. Non solo una buona acqua da tavola ma, quando necessario, usufruire di un vero e proprio strumento dietetico-terapeutico.

RESIDUO FISSO

Per identificare  la qualità delle acque ce un parametro preciso, il Residuo Fisso. Indica la parte solida dell’acqua cioè la quantità di sali minerali presenti, dopo la completa evaporazione dell’acqua. Dopo che è stata portata a ebollizione ad una temperatura di 180°C. Più questo valore (espresso in mg/l) è elevato, più sali minerali sono disciolti in un litro. Un’unica avvertenza, importante e determinante: ognuno di questi elementi, come le mille sostanze del nostro organismo, se assunto in dosi eccessive può essere dannoso per il nostro organismo.

ACQUA PESANTE  E LEGGERA

Le acque cosiddette “leggere” sono meno ricche di minerali di altre, che vengono definite, “pesanti”: creando una sorta di confronto improprio e sbagliato. Potrà sembrare banale, ma conviene ricordare che “acqua leggera” e “acqua pesante” hanno entrambe lo stesso peso. In linea generale l’Acqua Medio-Minerale è, per il corpo umano una delle principali fonti di approvvigionamento di alcuni sali minerali. Quelli che il corpo perde durante l’attività quotidiana (non solo quella sportiva).

E’ importante quindi fornire al nostro corpo un adeguato apporto di questi fondamentali elementi. Le Acque Minerali della categoria “medio-minerale” che apportano sali all’organismo, sono perfette per chi fa vita attiva. Ma anche anche per il ragazzo in fase di crescita, per la donna in gravidanza, per l’anziano, e così via. Qualcuna potrebbe essere in grado, per tutti gli sport agonistici, amatoriali e salutistici, di funzionare da integratore.

ACQUE MEDIO MINERALI E ACQUE IPER MINERALI

Nella classifica delle acque possiamo distinguerle in acque della categoria “medio-minerale”, che sono quasi tutte “effervescenti naturali”. Si accompagnano gradevolmente ai pasti e facilitano i processi digestivi. Ci sono molti studi che dimostrano come i sali minerali contenuti nella categoria delle Minerali siano in grado di agire positivamente sul metabolismo e sulle funzioni dei diversi organi.

Questo senza indurre effetti collaterali. Le Acque Iper Minerali sono invece acque fortemente mineralizzate (dove il contenuto di sali supera 1.500 mg/l) e il loro uso deve essere sempre sotto controllo medico, perché, se impropriamente utilizzate, possono provocare anche effetti biologici indesiderati

I sali minerali sciolti nelle Acque Minerali sono micronutrienti essenziali per il nostro organismo, perché intervengono nella regolazione di numerosi processi corporei, come l’equilibrio idrosalino, lo sviluppo e la crescita di organi e tessuti.

I principali minerali presenti nel nostro corpo e necessari al nostro organismo, che sono rilasciati dall’Acqua Minerale, sono: Calcio e Magnesio, Potassio e Sodio. Oltre ad altri di non minore importanza. Condizioni fisiologiche, delle necessità di idratazione e alimentazione ma anche delle differenti patologie curate, come ad esempio l’osteoporosi, l’acidità gastrica, la stipsi.

Detto questo ora  vi forniamo una tabella su come andare ad leggere le varie etichette  e capire da questo che tipo di acqua è meglio per  noi.

RESIDUO FISSO RF

Il residuo fisso è come il DNA dell’acqua, ne racchiude l’essenza. Misurato in mg/L rappresenta la quantità di minerali che rimane dopo l’evaporazione di un litro d’acqua a 180°C.

VALORE PH

Il pH indica l’acidità e la basicità dell’acqua a secondo che sia, rispettivamente sotto o sopra un valore di 7.0: e conferma la versatilità dell’acqua nella nutrizione.

SODIO ( NA)

È un valore fondamentale per il buon equilibrio del nostro metabolismo. Va assunto nelle giuste quantità: quando nel sangue è troppo o troppo poco, si possono verificare disturbi anche importanti. Le acque minerali iposodiche cioè con Sodio inferiore a 20 mg/L sono raccomandate nei soggetti a dieta povera di Sodio, per esempio gli ipertesi.

CALCIO ( CA)

Anche l’acqua è una valida fonte di Calcio, il minerale più presente nell’organismo umano, determinante per la formazione del tessuto osseo, il mantenimento delle membrane e delle sostanze intracellulari. Le acque minerali calciche sono indicate anche per chi è intollerante al latte e, nonostante i luoghi comuni, non aumentano l’incidenza di calcoli renali.

I NITRATI

Sono composti presenti nelle acque sia per effetto di fenomeni naturali che come conseguenza delle attività dell’uomo, come per esempio i trattamenti di fertilizzazione dei terreni o l’infiltrazione di acque di scolo. Il limite di concentrazione è di 50mg/l. Tuttavia per i neonati è consigliato l’uso di acqua con valori inferiori a 10 mg/l.

IL POTASSIO (K)

Il fabbisogno giornaliero può essere garantito dall’alimentazione in quanto è presente in alimenti e bevande in forma ionica che è facilmente assimilabile. Entra nelle reazioni cellulari ed è importante per la conducibilità dello stimolo nel sistema nervoso. L’alterazione del contenuto in potassio nell’organismo può causare disturbi della funzionalità muscolare e cardiaca.

IL MAGNESIO (MG)

Indispensabile all’organismo umano perché entra a far parte dei sistemi metabolici ed interagisce con molti ormoni e fattori di crescita, la sua carenza può ridurre il tono muscolare e causare crampi. Un’elevata concentrazione di questo sale conferisce all’acqua proprietà lassative.

IL BICARBONATO (BI)

Proviene per lo più dalla dissoluzione di rocce calcaree e dolomitiche, ma anche da rocce silicatiche, per azione dell’acqua piovana di infiltrazione, spesso ricca di anidride carbonica. Quando il tenore di Bicarbonato è superiore a 600 mg/L sull’etichetta può essere riportata la seguente indicazione “Contenente Bicarbonato”. Le acque contenenti Bicarbonato, bevute durante i pasti, possono favorire la digestione.

UBICAZIONE SORGENTE

Come per molti cibi, è utile sapere da dove proviene l’acqua. Per avere garanzia di purezza dal punto di vista chimico e ambientale.

DATA DI SCADENZA

L’acqua minerale, come tutte gli alimenti, ha una data di scadenza che ne indica il limite massimo per il consumo. Con il passare del tempo, per esempio le Acque frizzanti riducono la loro effervescenza.