Alzheimer sintomi fisici

Alzheimer sintomi fisici. 5 cure naturali

Chi si ammala di Alzheimer perde man mano il contatto con il mondo. Dimentica il nome degli oggetti, non riconosce le persone più care, vorrebbe parlare ma non sa più come. Sono ormai oltre 600.000 gli italiani colpiti da questa malattia che ruba il cervello e, a poco a poco, la vita stessa. Il numero dei nuovi casi è in crescita al ritmo di 150.000 ogni anno. Anche a causa dell’invecchiamento della popolazione. Le terapie scarseggiano, ma un aiuto per affrontare alcuni aspetti della malattia può arrivare da strategie alternative.

Cure naturali che aiutano a prevenire e a rallentare la malattia di Alzheimer,

Esplicando un’azione neuro protettiva migliorano la memoria e sostengono altre abilità cognitive. Ancora non è stata individuata una cura risolutiva per il morbo di Alzheimer. I farmaci oggi disponibili ottengono, nella migliore delle aspettative, la riduzione dei sintomi e il contenimento dell’evoluzione della patologia.

La premessa è che ogni consiglio su basi di cure naturali vanno accompagnate dal controllo medico accanto ai medicinali. Con essi è possibile tenerli in considerazione sia per ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Sia per controllare l’avanzare dei danni neurologici e rinforzare l’azione delle terapie convenzionali una volta che i primi segnali del declino cognitivo si siano già manifestati.

Le misure non farmacologiche più efficaci contro l’Alzheimer

Si annoverano specifici integratori alimentari e fitoterapici. Esaminiamo proprietà e modalità d’uso di questi rimedi naturali nel morbo di Alzheimer.

Alzheimer sintomi fisici. 5 integratori naturali
1. VITAMINE B

Le vitamine del gruppo B hanno documentati effetti protettivi verso la malattia di Alzheimer. In particolare, le vitamine B6, B9 e B12, che partecipano in modo diretto alla funzionalità cerebrale. Anche in condizioni fisiologiche, giocano un ruolo strategico nel ridurre i livelli sanguigni di omocisteina. Questo amminoacido, se presente in concentrazioni superiori alla norma, si associa a un alto rischio di sviluppare l’Alzheimer e altre forme di demenza senile e presenile, oltre a esporre a patologie cardiovascolari.

In chiave preventiva, dal momento che i valori di omocisteina tendono ad aumentare con l’età, almeno a partire dai 60 anni è bene ricorrere a un integratore multi vitaminico che contenga tutti e tre questi micronutrienti. Insieme a vitamine e altre molecole antiossidanti come la vitamina C, la vitamina E, il betacarotene, in buon dosaggio.

Qualora cali di memoria e altri segni di declino cognitivo avessero già fatto il loro esordio, le vitamine B6, B9 e B12 contribuiscono anche a rallentare anche la progressione della malattia dell’Alzheimer e della riduzione delle atrofie delle aree celebrali interessate alla malattia.

2. OMEGA 3

E’ appurato che seguire una dieta ricca di questi acidi grassi essenziali concorre a prevenire il morbo di Alzheimer.

Alcune ricerche attestano che i benefici degli omega 3 si estendono anche a quanti già convivono con questa malattia. In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e placebo-controllato (i massimi standard dell’affidabilità scientifica, quindi) del 2010, l’assunzione di 900 milligrammi di un omega 3 quale il DHA (acido docosaesaenoico) ha mostrato di migliorare la memoria e altri processi cerebrali in un gruppo di oltre 400 persone con lievi sintomi d’Alzheimer.

Il dosaggio di omega 3 in presenza di decadimento cognitivo o di Alzheimer conclamato è di almeno 1 grammo al giorno, sotto forma di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Gli omega 3 sono rimedi naturali sicuri, che a questa posologia non causano effetti collaterali degni di nota.

3. CURCUMA

Tra le qualità di questa spezia antiossidante ci sono anche le sue proprietà neuro protettrici, che rendono la curcuma (Curcuma longa) un rimedio naturale valido in prevenzione e promettente anche per migliorare il controllo dell’Alzheimer in atto.

Una certa cautela, specie in caso di uso prolungato, va osservata se si è in terapia con anticoagulanti. Tra le qualità di questa spezia antiossidante ci sono anche le sue proprietà neuro protettrici, che rendono la curcuma (Curcuma longa) un rimedio naturale valido in prevenzione e promettente anche per migliorare il controllo dell’Alzheimer in anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici o ipoglicemizzanti, farmaci con cui gli omega 3 potrebbero interagire.

4. GINKGO

Anche il ginkgo (Ginkgo biloba) è un presidio naturale interessante per rallentare l’evoluzione dell’Alzheimer. Questo fitoterapico migliora la circolazione a livello cerebrale e potenzia la memoria. I dosaggi di Ginkgo biloba utili nella demenza di Alzheimer sono piuttosto alti (secondo diversi studi, 240 milligrammi al giorno) e richiedono qualche attenzione in più rispetto agli altri rimedi naturali citati, in ragione delle maggiori interazioni farmacologiche precauzioni all’uso di questa pianta.

5. USO DEI FUNGHI

Durante gli studi sui funghi, condotti in laboratorio su topi e ratti, i ricercatori hanno riscontrato come il consumo di ciascun fungo aumentasse la produzione della molecola NGF (fattore di crescita dei nervi). Tale elemento sembra sia coinvolto nella crescita, proliferazione, manutenzione e nella sopravvivenza stessa di determinate cellule nervose cerebrali.

Questa azione potrebbe risultare determinante, secondo i ricercatori, nell’individuare possibili strategie a protezione dei neuroni (nei confronti delle sostanze chimiche che ne causano la morte cellulare). Ulteriori e più specifiche proprietà sono state poi riscontrate in alcune specifiche varietà di fungo.

Il fungo “Reishi arriverebbe un’azione a sostegno della longevità e delle attività cognitive, mentre dal “Lion’s Mane” o “Testa di Scimmia” (apprezzato in cucina e nella medicina tradizionale in Cina e Giappone) si otterrebbero benefici nel trattamento di stadi leggeri di deficit cognitivo. Il “Cordyceps” aiuterebbe invece a prevenire la morte cellulare neuronale e la perdita di memoria.

Hericium

Gli scienziati hanno individuato nell’Hericium un particolare componente, l’erinacina, in grado di stimolare il fattore di crescita a livello nervoso. Essa può contribuire alla rigenerazione dei nervi periferici nel caso di patologie neuronali e avere un’utilità generale nelle patologie nervose.