il latte acidifica il sangue

Il latte acidifica il sangue abbassando il ph

Oggi vedremo perché il latte acidifica il sangue. Quasi tutte le malattie che colpiscono l’essere umano, hanno origine in un ambiente acido. Per essere in buona salute, il nostro organismo deve avere un PH tra i 7 e i 7.45.

Ogni valore al di sotto di 7 viene considerato un valore acido. Nel corso di una giornata, noi apportiamo centinaia di cambiamenti a questi valori. Non ce ne accorgiamo perché lo fa il nostro corpo automaticamente. Cos’è che modifica il nostro PH di volta in volta, e perché è così importante mantenerlo sui valori giusti?

Misurare il ph del corpo

Vi siete mai misurati il vostro PH? Se non l’avete fatto, niente paura. E’ semplice. Basta comprare delle cartine adatte in farmacia, e inumidirle nella parte colorata con la vostra pipì, seguendo le istruzioni. In base al colore che otterrete potrete calcolare il PH. Ma come modifichiamo il nostro PH numerose volte al giorno senza saperlo? Lo facciamo attraverso l’alimentazione. Se includiamo nella nostra dieta, un’alimentazione corretta, scegliendo alimenti ad alto grado di alcalinità, il nostro PH si manterrà sempre su valori positivi.

Perché mantenere il ph su valori corretti

Come abbiamo accennato prima, un ph acido è la fonte su cui tutte le malattie prosperano. Un esempio tra i tanti. Abbiamo scritto di recente sulla cistite interstiziale, la classica malattia dove il ph dei soggetti affetti, sicuramente è al di sotto del normale.

Solo così possono prosperare sulle pareti vescicali, i batteri che la occasionano. Quando il nostro organismo è alcalino, i batteri che occasionano le diverse patologie, muoiono. E purtroppo il latte è tra gli alimenti deleteri che contribuiscono ad abbassare il nostro ph. Ma, in che modo lo fa?

In che modo il latte acidifica il sangue

Come dimostrano chiaramente le precise statistiche mondiali che vedono non a caso ai primi posti dell’osteoporosi, del diabete e si pensa anche del Alzheimer, proprio i paesi a più alto tasso di consumo di latte, questa bevanda, purtroppo non è quel compendio di bontà e salute come ci hanno fatto credere da anni, precisi piani di marketing.

L’importanza dell’enzima lattasi

La natura ha dotato tutti i mammiferi, compresi noi umani di un enzima chiamato lattasi. Questo enzima ha il compito di far digerire il lattosio ai lattanti. L’enzima, che troviamo nel nostro organismo, appena nati, tende a sparire dai 18 mesi ai 4 anni massimo di vita. Per cui possiamo dire che dai 4 anni in su quell’enzima sarà sparito dal nostro corpo in una misura che va dal 95, al 100%.

Il lattosio non digerito fa male

Il lattosio non digerito, insieme alla natura acida del latte pastorizzato, innalzano l’acidosi nei consumatori e con essa, il rischio di tumori vari. Quante volte avete sentito di persone intolleranti al lattosio? Bene, la notizia è che in realtà tutti siamo intolleranti al lattosio per i motivi appena esposti. Il fatto che una persona possa bere del latte senza apparentemente dimostrare intolleranza, è solo quello appunto, apparenza. In realtà quando beviamo latte il nostro organismo sostiene una battaglia feroce per innalzare il nostro ph.

La battaglia per riequilibrare il ph

Il latte viene pastorizzato ad alte temperature per escludere dei patogeni dei bovini. Molte volte capita che le mucche hanno delle ferite sulle mammelle. Queste si infettano spesso e così riversano la loro carica batterica sul latte appena munto. La pastorizzazione elimina questi batteri, e anche il calcio viene spazzato via. Rimane appunto solo il lattosio.

Quando beviamo latte il nostro organismo corre ai ripari e per riequilibrare il ph, chiede in prestito al nostro corpo del bicarbonato naturale, (vi ricordate quante volte vi consigliamo di bere bicarbonato di sodio al mattino?), e alle nostre ossa del calcio che non trova nel latte. Risultato. Le ossa si decalcificano, e il soggetto può andare incontro alla osteoporosi.

Il latte vaccino fa ingrassare

Avete presente i vitellini appena nati? Peseranno si e no una cinquantina di chili. Il latte materno della mucca, da solo, consente un aumento del peso pari al 300%, in soli 12 mesi. In due anni il tenero vitellino che pesava 50 chili, può arrivare a trasformarsi in un bestione di quasi 900 chili. E questo grazie all’apporto del latte materno nei suoi primi mesi di vita. Per cui viene da se che il latte di mucca è in grado di far aumentare la nostra massa grassa e non di poco. Vediamo ora i sostituti salutari del latte vaccino.

Bevande alcaline al posto del latte

Ci sono in commercio delle bevande chiamate in modo non corretto, latte. Sono bevande naturali che sostituiscono il latte e contrariamente a questo, sono preparate sulla base di alimenti altamente alcalini. Ricordiamoci l’importanza di mantenere alcalino il nostro organismo. Su un’altro articolo avevamo parlato degli alimenti vibrazionali e la loro importanza per la salute. Ma ora andiamo a vedere le bevande sostitute del latte.

Sostituti salutari del latte. Latte di mandorla

Il latte di mandorla è una bevanda analcolica dolce realizzata mettendo in infusione in acqua le mandorle finemente tritate e spremendo poi le stesse per farne uscire tutto il succo. Viene utilizzato come sostituto del latte vaccino da coloro che, per esempio, non tollerano  il lattosio del latte vaccino e neanche il latte di soia.

Latte di soia

La bevanda alla soia è ricca di fitoestrogeni, molecole simili ai nostri ormoni, che imitano o modulano gli effetti degli ormoni veri e propri. La soia è inoltre il legume più ricco di proteine. Tali proteine sono anch’esse coinvolte in diverse proprietà dell’alimento.

Bevanda all’avena

Aiuta a ridurre il colesterolo e trigliceridi: Non fornisce colesterolo e costituisce un eccellente aiuto per il nostro corpo nel ridurre livelli elevati di grassi nel sangue. In questo senso, si tratta di un’opzione utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e si può aggiungere alla nostra dieta quando siamo stati diagnosticati con il colesterolo alto o trigliceridi alti. Inoltre, aiuta ad abbassare il colesterolo LDL (anche popolarmente conosciuto come colesterolo cattivo).